La catalogazione e l'inventario dei beni delle opere d'arte della Parrocchia di S. Maria Nascente, da un lato, e la donazione della scultura del Cristo da parte di Giovanni Patat d'Artegna - artista scultore - diventano lo spunto per le ragioni e gli obiettivi di questo progetto che prende forza e significato dall'intento di concludere e riassegnare lo spazio sacro alle edicole-nicchie esistenti, mediante la trasformazione dell'attuale condizione di vuoto in ambiti di carattere teologico-liturgico e, ad un tempo , artistico-cultuale.

La riflessione più importante si sofferma sul rapporto tra l'insieme dello spazio esistente costituito dalla struttura architettonica, i materiali, gli arredi e altri elementi appartenenti alla storia dell'edificio e le nuove parti, oggetto del programma progettuale. Lo scopo più importante, tuttavia, rimane la riconsegna della dignità di culto e valorizzazione storico-artistica delle opere possedute dalla parrocchia.

Questa nuova unità di insieme nelle due singole edicole-nicchie, comunque in dialogo tra di loro per assonanze materiche, stabilisce una chiara e intenzionale distinzione tra gli elementi di supporto-sostegno e le opere, in cui la distanza costruttiva temporale viene sottolineata dall'utilizzo di due materiale contemporanei e nettamente percepibili nella forma e finitura. Essi sono il cor-ten in lastre di lamiera e le lastre di bianche preconfezionate di cemento bianco con polvere di marmo di Carrara.

Il cor-ten è un materiale che offre notevoli garanzie di durabilità ed inalterabilità in un ambiente con un tasso di umidità elevato come la chiesa ed assicura un interessante e suggestivo effetto materico.

Le lastre di cemento bianco invece assumono un ruolo distintivo rispetto alle opere con cui dialogano tanto dal punto di vista cromatico (supporto del Cristo), quanto dal punto di vista rappresentativo (piano della mensa nel caso dell'altare). Ma con la chiara evidenza del prodotto artigianale preconfezionato e superficie lucidata.

 

 

crediti:

 

Artegna, Udine, 2013

 

progetto:               Piero Siega

team:                    Alessia Dorigo